|
LO SCAVO ARCHEOLOGICO NEL CORTILE DELLE SCUOLE
ELEMENTARI.
Agosto 2004![]()
Attività archeologica a Brescello
Nei mesi di luglio ed agosto 2004, è stato effettuato nel cortile delle scuole elementari di Brescello (RE) uno scavo archeologico volto all'indagine di quest'area ritenuta uno dei comparti più interessanti della Brixellum romana. Lo scavo è stato finanziato dal Comune di Brescello ed ha visto impegnato numerosi volontari del Gruppo Archeologico Brescellese, guidati e coadiuvati dagli archeologici della Archeosistemi scrl di Reggio Emilia. Già nel corso dei primi decenni del secolo passato, durante la costruzione delle attuali scuole elementari, si erano recuperate alcune tombe ad inumazione e diversi ambienti di una domus romana. Due di questi ambienti riferibili il primo ad un triclinum (sala) ed il secondo ad un cubicula (camera da letto) avevano conservato importanti pavimenti in mosaico geometrico bianco e nero, databili fra il I secolo a. C ed il I secolo d. C. Lo scavo nell'area nord delle scuole elementari ha permesso di individuare un'area non abitata limitrofa alla domus romana su cui era stato effettuato un intervento di bonifica con anfore, con l'evidente scopo di drenare un'area di bassura dove si avevano fenomeni di ristagno dell'acqua superficiale. L'area risultò interessata anche da due evidenti drenaggi scavati nel suolo di epoca romana per lo scolo delle acque. Le anfore recuperate assommano al numero di 104 ed erano tutte capovolte con l'orlo verso il basso. Fra di loro si rinvennero, laterizi, intonaco, frammenti ceramici, frammenti di anfore, sistemati alla rinfusa; si tratta di materiale permeabile ed incoerente che permetteva all'acqua di scendere ed arrivare al livello sabbioso sottostante evitandone quindi il ristagno in superficie. Sul fondo del banco di anfore, fra il materiale incoerente, è stato individuato anche una distesa di rami e ramoscelli disposti alla rinfusa. Di questi è stato prelevato un campione per la datazione radiocarbonica (C14). Particolare diffusione ha avuto però negli ambienti di pianura alluvionale o aree di delta. I casi più evidenti vengono da Verona, Oderzo, Altino, Concordia Sagittaria, Padova, Modena, Parma. Anche a Brescello tale pratica doveva essere molto diffusa. Si ricorda infatti che nel 1990,durante altri scavi a cura dell'Amminstrazione comunale e sponsirazzati dalla ditta Foster Spa nell'area del centro culturale S. Benedetto furono recuperate altre anfore capovolte con funzione di bonifica. Il materiale archeologico rinvenuto nella bonifica delle scuole elementari si inquadra tutto fra la fine del I secolo a. C. ed il I secolo d. C.. Allo stesso modo le anfore appartengono a forme note e diffuse in tutto l'arco settentrionale dell'Adriatico fra la fine del I secolo a.C. ed il I secolo d.C. A questo stesso ambito cronologico riconduce anche la datazione dei campioni lignei effettuata con il C14. Essa, infatti, non lascia dubbi la bonifica fu effettuata intorno al 50 d.C. Particolare interessante alcune anfore recavano il bollo del fabbricante, (Lucius Cornelius, Dama Ebidiensi, Safinia Picentina; Lucius Salvius, Expectatus Gavius) quasi tutti produttori di vini attivi nel triveneto durante i primi secoli dell'impero. L'archeologo Per contatti: Comune di Brescello Gruppo Archeologico Brescellese
"M. S. Otone"
|